giu
La caduta del patibolo
Posted by Ruca Matsuo as Racconti
Con una punta d’orgoglio pubblico qua il primo racconto breve che io sia riuscito a concludere degnamente. E’ stato frutto di una giornata di scrittura iniziata di getto e proseguita a rilento tra mille riletture e correzioni, ma considerando che il mio standard è scrivere dieci righe per poi abbandonare la stesura per giorni interi non pare poi malaccio.
Come la maggior parte dei racconti che scrivo (ahimè quasi sempre senza concluderli) mi è stato ispirato da un sogno, il quale si è poi tramutato in un’idea precisa che mi ha consentito di avere fin dall’inizio un perfetto quadro generale dello svolgimento da seguire dall’inizio alla fine. La storia è fluita molto bene in questo caso, ed è proprio quando ciò avviene che mi sento maggiormente soddisfatto, dato che considero la scrittura come il riportare in un’insieme di parole una vicenda che “scorre” all’interno della mente, la quale segue spesso il suo corso come fosse dotata di vita propria. Spero di ricevere un buon feedback dai commenti, ne avrei proprio bisogno!
mag
Assassino
Posted by Ruca Matsuo as Obscure, Poetry
Quanta umanità può esserci in un assassino?
A chi domanda, rispondo: io sono un assassino.
Sono l’assassino di me stesso, che uccisi tanto tempo addietro da non ricordare quando. Sono il carnefice dei miei stessi sentimenti, che ho macellato e distrutto con cura per rimpiazzarli con falsi surrogati.
Sono l’uccisore della verità, di qualunque verità, sia essa certa o supposta. I miei pensieri sono menzogne, tutto ciò che conosco è un inganno che ho rifilato a me stesso.
Sono il mio peggior nemico, ho rubato i miei desideri e li ho scambiati con falsi scopi. Non desidero nulla, non provo nulla. Vivo in funzione di un istinto di sopravvivenza scritto nelle cellule del mio corpo. Forse anch’esso falso.
Falso è la mia definizione. Io non esisto, sono un’illusione, la mia esistenza è contradditoria, la mia vita è una commedia recitata ad arte.
Vorrei dispiacermi, ma non posso riuscirci. Ho dimenticato cosa sia il dispiacere, ho insegnato a me stesso solo l’odio.
Vivere o morire per me non fa alcuna differenza. Sono un assassino. Sono già morto.
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